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Il cibo in scatola può nascondere insidie non trascurabili per la nostra salute in quanto di base si tratta già di cibo di scarsa qualità, non a caso presenta costi più bassi di quello fresco, d’altronde basta pensare che viene consumato da uno a più anni dopo la sua raccolta o produzione, pertanto è arricchito di conservanti e di sale, ma i rischi più rilevanti sono correlati alla presenza di sostanze metalliche della lattina che ingeriamo insieme al cibo, come l’alluminio, il bisfenolo e l’ossido di zinco.

Il bisfenolo, noto anche come BPA, è una sottile pellicola di plastica presente all’interno della lattina, che ha lo scopo di mantenere il cibo più fresco, in particolare frutta e verdura. Il BPA provoca alterazioni ormonali, (che causano anche infertilità), malattie cardiache, ipertensione, cancro, e malattie neurodegenerative (Alzheimer, perdita di memoria etc.). Secondo l’EFSA, l’Autorità di Sicurezza Alimentare Europea, in piccole quantità il BPA non sarebbe dannoso per la nostra salute, in realtà si è visto che per i topi di laboratorio è letale anche in piccoli quantitativi, ossia in quantità 1.000 volte inferiori di quello che ne consuma la media dei consumatori per pasto nei paesi sviluppati.

Altra sostanza tossica presente nei cibi in scatola è l’ossido di zinco aggiunto a tali prodotti per le sue proprietà antimicrobiche e in quanto in grado di prevenire la colorazione verdognola che alcuni cibi possono assumere. Proprio sull’ossido di zinco si sono concentrati gli studi di alcuni ricercatori della Binghamton University di New York, che hanno analizzato, tramite spettrometria di massa, la quantità di ossido di zinco di alcuni cibi in scatola come il tonno, gli asparagi e il mais ed è emerso che tale quantità è 100 volte superiore al limite giornaliero del possibile apporto alimentare. L’ossido di zinco fa sì che gli alimenti perdono importanti nutrienti ed inoltre danneggia i villi intestinali alterandone la permeabilità, ossia rendendolo meno selettivo in ciò che assorbe, vale a dire che  l’intestino tenderà ad assorbire più facilmente, metalli, tossine e batteri che verranno, pertanto,  immessi nel torrente circolatorio, accumulati nel nostro organismo e ciò potrà innescare reazioni immuno-infiammatorie.

 

Pertanto il consumo di prodotti in scatola dovrebbe essere un evento eccezionale e non un’abitudine. Nel caso di legumi, verdura o ortaggi in scatola vanno ben sciacquati per eliminarne parte di queste sostanze e di sale e non vanno ulteriormente salati. Mentre le donne in gravidanza e in allattamento dovrebbero evitare il consumo di qualsiasi cibo in scatola in quanto le tossine e i metalli in essi presenti potrebbero creare seri danni al nascituro.