Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

In un’epoca in cui il cibo è tempestato di inquinanti, cancerogeni e di sostanze chimiche il biologico viene visto e inneggiato come un “salvavita”, ma quanto c’è di vero in quello che comunemente si crede a riguardo?

Se per legge nelle coltivazioni biologiche è vietato l’utilizzo di pesticidi di sintesi è anche vero che è consentito, invece, l’utilizzo di pesticidi naturali, e naturale non sempre equivale a sano; per intenderci anche il basilico che è una sostanza naturale contiene il metileugenolo, che è cancerogeno, con questo non intendo creare terrorismo nei confronti del basilico in quanto come per ogni alimento anche in questo caso, teniamo presente, come diceva anche Paracelso “è la dose che fa il veleno”, consumarne con moderazione non crea danni alla nostra salute; così anche tra i pesticidi naturali utilizzati ci sono sia sali minerali come lo zolfo, il solfato di rame, l’idrossido di rame, che piretrine, spinosad o rotenone, che pur essendo un composto naturale, è ,infatti,  estratto da una pianta tropicale della famiglia delle leguminose, è tossico, di fatto è in fase di eliminazione dai protocolli di coltivazione dei prodotti biologici. Quindi questi prodotti non sono privi di pesticidi ma ne contengono di meno aggressivi e in minore quantità rispetto a quelli presenti nei prodotti provenienti dall’agricoltura tradizionale. Inoltre la coltivazione di questi prodotti non sempre ha un minore impatto ambientale rispetto ai prodotti tradizionali perché utilizzando meno pesticidi la resa delle coltivazioni è più bassa (nel peggiore dei casi alcune coltivazioni biologiche arrivano a produrre anche il 50% in meno, con una media del 25% di resa in meno), pertanto al fine di aumentarne le rese vengono coltivati più ettari di terreno il ché comporta indirettamente una maggiore distruzione di habitat e di biodiversità. Le rese sono un po' più alte per la frutta e per i legumi e più basse per i cereali e per gli ortaggi, questi ultimi, pertanto, hanno un maggiore impatto sull’ambiente.

 D’altronde i prodotti biologici contengono gli stessi nutrienti dei prodotti tradizionali eccezione fatta per i cereali che, se biologici, hanno meno proteine di quelli tradizionali e per i pomodori, che, biologici, hanno più vitamina C di quelli consueti. In conclusione i prodotti biologici hanno il vantaggio di non contenere Organismi Geneticamente Modificati (OGM), pesticidi meno aggressivi e in minore quantità rispetto a quelli non Bio, ma sono più costosi e da un punto di vista nutrizionale non diversi dagli altri prodotti. Quindi tra i 2 non c’è un’eccessiva differenza. Quale preferire? A voi la scelta!