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Un regolare consumo di soia aiuta a ridurre il rischio di cancro ormone dipendente, in particolare di quello alla prostata e al seno, di fatto le donne asiatiche che utilizzano quotidianamente soia si ammalano di cancro al seno 5 volte meno rispetto alle donne occidentali, tuttavia gli oncologi sconsigliano il consumo di questa leguminosa alle donne con tumore alla mammella in terapia antitumorale.

L’ipercolesterolemia può avere origini genetiche (ipercolesterolemia familiare), in questo caso a causa di alterazioni genetiche non viene prodotto il recettore che lega il colesterolo e lo trasporta nelle cellule per cui questo grasso rimane in circolo raggiungendo anche dei valori piuttosto elevati.

Il carbone vegetale è il prodotto della pirolisi (combustione ad alta temperatura e con scarsa presenza di ossigeno) della legna di betulla, pioppo, salice e tiglio, ed essendo poroso è in grado di intrappolare nei propri pori nutrienti come i lipidi, aiutando, così, ad abbassare il colesterolo, l’anidride carbonica ,riducendo così il meteorismo, ma anche i farmaci limitandone l’assorbimento; giunto nell’intestino il carbone non viene assorbito e trascina con sé verso l’esterno le sostanze intrappolate tramite le feci.

Ormai è risaputo che un eccessivo consumo di sale è dannoso per la nostra salute in quanto il sodio in esso contenuto causa ritenzione idrica, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Durante l’inverno abbiamo bisogno di introitare più calorie rispetto a quando fa caldo, in quanto con il freddo dovendo mantenere costante la nostra temperatura corporea disperdiamo una parte della nostra energia in forma di calore, vale a dire che consumiamo più energia e avvertiamo una maggiore sensazione di fame.

 

Si crede sempre più che il cibo andrebbe consumato crudo affinchè conservi al meglio le caratteristiche nutrizionali, in realtà non è sempre così, dipende dal nutriente e dal cibo di cui parliamo.

 

 

 Nel caso della verdura e il suo contenuto di vitamina C (principalmente tutta la verdura a foglia verde: lattuga, cicoria, spinaci, broccoli, cicoria etc.) sarebbe bene preferirla cruda in quanto la vitamina C è una vitamina idrosolubile, vale a dire solubile in acqua, per cui viene persa nell’acqua di cottura, e termolabile, cioè viene distrutta alle elevate temperature. Mentre le verdure e gli ortaggi contenenti carotenoidi e polifenoli andrebbero consumati cotti in quanto la cottura distrugge la parete cellulare di questi alimenti rendendo le suddette molecole più facilmente assimilabili dal nostro organismo; è il caso del licopene, ad esempio, presente nei pomodori, si tratta di un antiossidante appartenente alla famiglia dei carotenoidi, che combatte i radicali liberi, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro, per assimilarlo è opportuno consumare i pomodori cotti. La carne non andrebbe consumata cruda per evitare tossinfezioni alimentari ma nemmeno eccessivamente cotta poiché la vitamina B, come la vitamina C, è termolabile, viene, quindi, distrutta dalle elevate temperature, e il ferro diventa meno assimilabile, una cottura delicata preserva i nutrienti della carne; tra l’altro la carne cotta ha un contenuto proteico maggiore rispetto a quella cruda. Le uova andrebbero consumate cotte sia per scongiurare il rischio di tossinfezioni alimentari sia perché con la cottura viene distrutta l’avidina, una proteina presente nell’uovo, che inibisce l’assorbimento della vitamina H (biotina) utile per la salute della pelle e dei capelli. La cottura migliore per le uova sarebbe alla coque o in camicia così da risultare più digeribile e nutriente rispetto all’uovo sodo. Il pesce meglio cotto a vapore, al forno, o in padella così da minimizzare la perdita di iodio nell’acqua di cottura. Sì al pesce crudo (sushi, sashimi, tartare etc.) solo se opportunamente abbattuto, l’abbattimento avviene in appositi strumenti di refrigerazione (abbattitore) dove la temperature è tra i -20 e i -40 °C, a cui il pesce deve restare per un tempo variabile da alcune ore ad alcuni giorni affinchè le larve di alcuni microrganismi come Anisakis, Listeria, Salmonella vengano distrutti. Pasta, riso e patate con la cottura subiscono la gelatinizzazione dell’amido che pertanto diventa più assimilabile, se si vuole dimagrire un trucchetto utile sarebbe quello di consumarli al dente in modo tale da assimilarne meno amido e avvertire prima il senso di sazietà, d’altronde queste fonti di carboidrati, se poco cotte, hanno un indice glicemico più basso. In conclusione sarebbe bene consumare una porzione di verdura cruda e una cotta al giorno, mentre per gli altri alimenti una cottura moderata può preservare al meglio le loro proprietà nutrizionali.

 

                                                                      

Le spezie possono essere d’aiuto nel dimagrimento ma non aspettiamoci da esse miracoli. Per avere un effetto esse devono comunque essere integrate nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata e in associazione ad uno stile di vita sano e attivo.

 

 

Tale proprietà gli viene conferita dagli antiossidanti in esse contenuti, grazie ai quali agiscono stimolando la conversione di cibo in energia piuttosto che in grasso corporeo, dando, così, una sferzata al metabolismo e placando, inoltre, il senso di fame. D’altronde le spezie sono un valido sostituto del sale per insaporire le nostre pietanze. Attenzione però a non farne un uso smodato in quanto in eccesso possono avere effetti collaterali, irritare ad esempio il tratto gastro-intestinale, sono di fatto non indicate in caso di gastrite, ulcera, problemi intestinali, emorroidi, cistite ed alcune di esse, come il pepe nero, anche in caso di ipertensione. Tra le spezie nostre alleate nel dimagrimento ci sono: - IL PEPERONCINO, che grazie alla capsaicina stimola i processi metabolici e circolatori, la digestione e riduce il senso di fame; - IL PEPE NERO aiuta nel controllo del peso attivando, invece, la termogenesi, il processo tramite il quale l’energia corporea anziché essere convertita in grasso e accumulata nel tessuto adiposo viene liberata sotto forma di calore allo scopo di mantenere costante la temperatura corporea quando fa freddo. Il pepe nero è, però, controindicato in caso di gastrite, ulcera e ipertensione; - LO ZENZERO aiuta il corpo ad utilizzare il grasso depositato come fonte di energia, placa la fame, e grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie rilassa il tratto gastrointestinale, per cui può essere utile a contrastare la nausea che si ha, ad esempio, durante la gravidanza; - LA CANNELLA regola i livelli di glicemia, ossia i livelli di glucosio ematici, pertanto può essere utile in caso di diabete, ed ha, inoltre, proprietà antibatteriche, anti-infiammatorie e combatte l’alitosi; - LA CURCUMA ha proprietà digestive, anti-infiammatorie e anti-tumorali; - Mentre LO ZAFFERANO migliora l’umore, per cui è ottimo per contrastare gli sbalzi d’umore tipici della sindrome pre-mestruale, e, inoltre, agisce sui processi di digestione e sul metabolismo, accelerandolo. In più ha preziose proprietà antiossidanti, depurative del fegato e del sistema linfatico. Quindi portiamo pure le spezie a tavola ma facciamolo sempre con buon senso e moderazione.

 

 

Il radicchio rosso è un ortaggio ricco di acqua, fibre, vitamine e sali minerali. Esso ha proprietà depurative e grazie al suo elevato contenuto di acqua e di fibre favorisce la digestione, il funzionamento dell’intestino, ed ha un buon potere saziante; è altresì un ottimo alleato della dieta poiché ha un ridotto apporto calorico.

Gli ormoni della tiroide, la triiodotironina (T3) e la tetraiodotironina o tiroxina (T4) sono fondamentali nel regolare la funzionalità cardiaca, l’ossificazione, l’emopoiesi (la formazione e maturazione delle cellule del sangue), il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri, la termogenesi (la regolazione della temperatura corporea) e la funzionalità cerebrale. 

 

Si pensa comunemente che i carboidrati (pasta, cereali, pane) non vadano consumati a cena in quanto andando a dormire immediatamente dopo le calorie introdotte con la cena non verrebbero smaltite;